La festa

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La festa

La festa dedicata a San Giuliano Martire si svolge sempre l’ultima domenica di agosto e dura fino al lunedì nel tardo pomeriggio. La tradizione barbaniese affonda le radici nel passato più antico del Canavese ed è di origine salassa: si ritrova questa ascendenza nel falò del lunedì sera o nelle forme di pane – caritin e galüro – che simboleggiano la “tregua d’armi” per la durata della festa. L’Abbadia, composta di uomini muniti di alabarda ornata di nastri multicolori, aveva nei secoli passati funzioni di milizia comunale e oggi gestisce tutta la celebrazione patronale. Innumerevoli le tradizioni che si intrecciano nella costuma, il complesso di rituali osservato dall’Abbadia di San Giuliano. Il comandante per l’anno in corso ha il titolo di priore e guida la sfilata reggendo il drapò, vessillo che raffigura il Santo. Poiché deve reggere il drapò, il priore non può sfilare in armi, quindi ha bisogno di un sottopriore che si metta al suo servizio, portandogli la sciabola simbolo del grado. Sia priore che sottopriore si scelgono ognuno due ragazze non ancora sposate, le quali li accompagnano tenendoli a braccetto in ogni occasione ufficiale, dalla messa grande all’inaugurazione del ballo, fino alla presenza alle obade, i tradizionali ricevimenti aperti a tutta la popolazione, distribuiti tra mattina e pomeriggio in entrambi i giorni di festa.

 

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