Il Drapò

 

drapò

Il drapò

 

Il lunedì pomeriggio, quando le ombre iniziano ad allungarsi, arriva uno dei momenti più sentiti: il cambio del drapò. Non è difficile capire l’origine del nome, dal francese drapeau, insegna. È infatti il passaggio delle consegne, la cerimonia in cui la bandiera con l’effigie di San Giuliano, simbolo dell’autorità del priore, passa da quest’ultimo alle mani del sottopriore, il quale da questo momento ricoprirà la massima carica della festa. Tutti i partecipanti, Abbadia e Gruppo Musicale Barbaniese in testa, si radunano sul sagrato della chiesa di San Giuliano. Qui, è diventato tradizione che un lungo discorso in rima, alternando italiano e barbaniese, celebri qualità e meriti di priori e priore. Ma non solo: è anche il momento per ringraziare tutti e per ripercorrere, tra applausi, risate e momenti di commozione, gli eventi più importanti dell’ultimo anno. E infine, via con il drapò: le mani di tutti scandiscono il tempo, la banda suona La stella dei prati e il priore, tenendo a braccetto le “sue” due priore, compie tre giri del sagrato a passo di danza, tenendo ben alta la bandiera del Santo. Poi – ed è l’istante in cui è più forte la sensazione della tradizione che continua – la bandiera passa, tra un abbraccio e una stretta di mano, al sottopriore e alle sottopriore. Risuonano le note di Aurora, e l’ormai ex sottopriore, emozionato come non mai, parte accompagnato dalle sue damigelle per altri tre giri del sagrato. Appena la musica si spegne, il rito si è compiuto: San Giuliano ha un nuovo priore. Adesso si può lasciare la piazza tutti insieme per dirigersi all’obadagranda, il ricevimento che la tradizione vuole sia il più affollato, il più ricco, il più movimentato di tutta la festa. Ma chissà, forse il prossimo anno si farà ancora di meglio…

 

Rispondi